29 Ott

No al decreto Salvini, mille in piazza a Parma

Un migliaio di persone che ha voluto “Metterci la faccia” per dire no al Decreto Salvini e dire che esiste un’altra accoglienza possibile. E’ stata questa la manifestazione che si è svolta sabato a Parma, una piazza piena, colorata e gioiosa che ha voluto far sentire la propria voce e sostenere delle modifiche al decreto.
Nel corso della manifestazione in tanti hanno voluto metterci la faccia per sostenere i progetti Sprar e promuovere una accoglienza diversa.


29 Ott

Torino, centinaia di persone contro il dl Salvini

“Fermate il decreto Salvini”. È questo l’appello lanciato dalla rete Europasilo che oggi a Torino, in piazza Castello, ha chiamato a raccolta centinaia di persone in segno di protesta contro il decreto sicurezza: “Il decreto sicurezza, se attuato così come è cancellerà diritti costituzionali e uguaglianze sostanziali e porterà centinaia di persone in strada senza un vero progetto di vita facile preda di marginalità e sfruttamento”.

16 Ott

Successo per la manifestazione “Restiamo umani” a Brescia

SABATO 13 OTTOBRE – BRESCIA – Tanti erano i partecipanti alla manifestazione «Restiamo umani» promossa da Campagna accoglienza, Comitato articolo 10 e Consulta per la Pace del Comune di Brescia. Da largo Formentone, in centro, i partecipanti hanno così voluto ribadire, in un momento segnato da forti tensioni, la loro prospettiva sul tema migranti.

Soccorrere, accogliere, integrare e unire. Queste le quattro parole fondamentali che hanno alimentato l’iniziativa. «L’obiettivo è rimettere al centro dell’opinione pubblica il principio umanitario – ha sottolineato tra gli altri Agostino Zanotti, del coordinamento provinciale degli Sprar – . Crediamo che il soccorso in mare sia fondamentale per la salvezza delle persone, che accogliere sia un principio fondamentale per la nostra civiltà, così come integrare per far inserire al meglio gli stranieri nelle nostre comunità».

08 Ott

Assemblea a Torino su politiche migratorie e decreto sicurezza

Il Coordinamento Non solo asilo e la Rete SenzaAsilo invitano gli operatori, le organizzazioni e le realtà che in Piemonte sono preoccupate per lo stato attuale delle politiche migratorie, ad un’assemblea che si terrà:

VENERDI’ 12 OTTOBRE 2018, ore 15.30

PRESSO IL SALONE DELLA PACE DEL SERMIG

TORINO, PIAZZA BORGO DORA 61

L’incontro vuole essere un primo di riflessione sulle conseguenze delle attuali politiche sull’immigrazione e del decreto Sicurezza. Queste azioni del “governo del cambiamento” sono volte a screditare il lavoro di tessitura sociale che il mondo dell’accoglienza ha svolto in questi anni e per questo dobbiamo reagire.

L’assemblea ha l’obbiettivo di condividere azioni comuni e modalità che possano contrastare l’idea dominante che richiedenti asilo e rifugiati siano la causa di tutti i mali del paese e che il contrasto all’immigrazione sia l’unica soluzione percorribile.

Nel corso dell’incontro verrà presentata la Campagna nazionale “Diritti, non Privilegi”.

Clicca qui per leggere il documento di presentazione dell’assemblea.

02 Ott

Tavolo Nazionale Asilo: preoccupazione per il Decreto Salvini

Il Tavolo Asilo, riunitosi per analizzare il Decreto Legge “Salvini” approvato dal Consiglio dei Ministri, esprime la propria preoccupazione per i contenuti del provvedimento.

Tra le tante problematicità che questo testo solleva, ci preme sottolinearne alcune.

  • L’abrogazione del titolo di soggiorno per motivi umanitari rischia di produrre effetti molto negativi sul territorio e sul Paese, riducendo in modo significativo l’accesso al diritto d’asilo e generando nuova irregolarità.
  • È incomprensibile la scelta di ridurre sostanzialmente il sistema d’accoglienza pubblico SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), che è l’unico a garantire i percorsi di inclusione sociale con il protagonismo degli enti locali e una piena trasparenza nella gestione dei fondi.
  • Sono riproposte misure che hanno già dimostrato di essere inefficaci oltre che ingiuste, come l’allungamento della detenzione amministrativa in attesa dell’espulsione, a cui si aggiunge l’introduzione del trattenimento nella fase di primo arrivo.

Riteniamo siano molti i profili di violazione della Costituzione, della normativa internazionale e di quella dell’Unione Europea, violazioni che necessitano di un intervento correttivo nelle sedi opportune.

Il Tavolo Asilo chiede di poter intervenire, attraverso le audizioni parlamentari, al processo legislativo per dare un contributo come enti che ogni giorno sul territorio si occupano di tutela del diritto d’asilo e di accoglienza.

Le organizzazioni e associazioni del Tavolo Asilo Nazionale

A Buon Diritto, Acli – Associazioni cristiane lavoratori italiani, ActionAid Italia, Amnesty International – Italia, Arci nazionale, Associazione Studi Giuridici Immigrazione, Caritas Italiana, FOCUS-Casa Dei Diritti Sociali, Centro Astalli, CIR, Comunità di Sant’Egidio – Community of Sant’Egidio, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza – CNCA, EMERGENCY, Medici Senza Frontiere, Médecins du Monde – Missione Italia, FCEI, MEDU – Medici per i Diritti Umani, Oxfam Italia, Senza Confine

02 Ott

ASGI: Il Decreto legge sull’immigrazione restringe i diritti e le libertà delle persone

Desta forte preoccupazione l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, in data 24.9.2018, dello schema di Decreto Legge recante modifiche alla disciplina sull’immigrazione, la protezione internazionale e la concessione e revoca della cittadinanza italiana.

Sulla base del testo reso disponibile, anche in assenza di un articolato normativo certo e definitivo, l’ASGI ritiene di dovere sottolineare la pericolosità della situazione che deriverebbe dalla pubblicazione ed eventuale conversione in legge di un testo del genere. Ciò non solo per gli ampi profili di illegittimità propri della bozza di decreto, ma anche a causa della inopportunità di assumere scelte frettolose e fortemente ideologiche, avulse dalle necessità concrete del Paese e che generano gravi ricadute sociali .

Non si comprende, innanzitutto, la necessità del ricorso alla decretazione d’urgenza – specie in una fase come quella attuale, in cui il numero delle persone straniere che giungono in Italia è talmente ridotta da non comportare alcuna forma di allarme sociale. E’ evidente che in relazione a quasi tutte le misure previste dal decreto legge non sussistono i presupposti di necessità di cui agli artt.72 e 77 della Costituzione trattandosi di una radicale riforma modificativa di istituti giuridici esistenti da molto tempo. Tale modus procedendi è evidentemente rivolto ad impedire ogni confronto democratico sia in sede parlamentare, sia (soprattutto) nella società civile e tra le istituzioni maggiormente coinvolte da tale decreto.

Nel merito, sembra si voglia proseguire in scelte errate ed in odio agli individui, scelte che hanno già visto, anche in tempi recenti, organi costituzionali confrontarsi in una dialettica istituzionale assolutamente non idonea a rappresentare un paese democratico e che ha reso evidente una pericolosa involuzione del nostro sistema democratico basato sulla suddivisione dei poteri dello Stato e sul rispetto, in termini assoluti e non degradabili, della considerazione per la persona umana.

Anche con il testo reso pubblico, infatti, sono così lampanti le volontà di restringere i diritti e le libertà degli individui e di creare nuove forme di tensione sociale che sorge il legittimo dubbio che non singoli individui o organizzazioni, ma addirittura alcuni organi dello Stato stiano lavorando allo smantellamento dello stato sociale di diritto così faticosamente costruito dalla Resistenza in avanti e che trova espressione nella Costituzione.

Ben altre sarebbero le iniziative necessarie ad affrontare le conseguenze delle politiche sociali, economiche e militari di Paesi quali l’Italia e gli altri Stati membri della UE. Tali politiche, evidentemente, sono la causa di processi migratori scomposti che, in ragione dell’assenza di visione prospettica, si proibisce per non regolare adeguatamente.

Con ogni evidenza ed al di là della propaganda, i provvedimenti da ultimo assunti (di cui il Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri è parte) non sono neanche idonei a combattere i trafficanti di esseri umani – i quali vivono della chiusura delle frontiere e della impossibilità di ingresso legale in Italia ed in Europa –, mentre, se si vuole rafforzare il controllo di legalità sulla accoglienza dei richiedenti asilo, ciò non può farsi smantellando l’unico sistema unanimemente ritenuto degno di tale nome, ovvero lo SPRAR, a favore della pessima esperienza che complessivamente ci consegna l’analisi delle strutture straordinarie; l’incremento delle quali, fuori da ogni logica sistemica, non può che alimentare tensione sociale.

Queste considerazioni ci spingono ad invitare tutte le istituzioni competenti a non consentire uno strappo così vigoroso ai principi della Costituzione italiana e ad aprire un serio dibattito sulle riforme necessarie in materia di immigrazione ed asilo in Italia ed in Europa, discussione scevra da pregiudizi ideologici che non possono che offuscare ogni eventuale decisione in materia.

Ciò premesso, pur riservandoci una più compiuta analisi della normativa nei prossimi giorni, è doveroso sottolineare sinteticamente i principali profili di manifesta incostituzionalità del decreto legge in questione.